Comprianno de…

immaggine de franca

‘Sto mése giusto er 21de aprile aricorre er comprianno de Roma, er 22 giornata mondiale der nostro pianéta e puro er 25 la libberazzione.

Per comprianno de la sora Roma m’è dispiaciuto nun essece, epperché ‘gni fine settimana… sorto da la città pe anna’ ‘n campagna, l’arberi m’aspettano, hanno bisogno de me. Pe er 22 da parte mia er pianeta lo rispetto, er 25 farò festa a modo mio. Nun è facile de sti tempi a sentisse libberi, cercherò ner bosco lontano da certi orchi la pace che l’ucelli e le piante me trasmètteno.

Pe er comprianno…

M’arincrésce sora Roma
che quanno hai fatto
er comprianno nu ce stavo.
Co tutti l’anni che t’aritrovi
puro se ciai l’ossi ‘n po aruvinati.
sei incora ‘na bella famme.
Nun è corpa tua
se quarche colonna s’è sbragata.
Puro ar sor Culiséo
j’amancano ‘n par de denti
e puro quarche pèzzo de màrmoro.
Quanno er sor Fiume
passa sotto li ponti
l’innamorato t’accarezza
e te canta ‘na serenata.
Sòra Ro’ sei granne granne
e ciai puro er còre bono.
Nun è p’allisciaménto
a la romana…
te vojo bene pe davéro.

La sora franca

Era il 1973 quando scrissi che il nostro pianeta stava soffrendo. Intuivo che il progresso non controllato ci avrebbe portato anche molti danni.

Per comprendere questo, non servono tante parole, se abbiamo gli occhi adoperiamoli per vedere anche i danni che facciamo. Ci sono infiniti sintomi di distruzione, quello che sta accadendo è solo opera dell’essere umano. Con un pizzico di buona volontà diamo uno sguardo intorno a noi e se ancora non ci crediamo che stiamo scivolando insieme al consumismo sfrenato e al progresso senza controllo le conseguenze non tarderanno ad arrivare, non lamentiamoci di quello che accadrà.

In ogni settore se non controlliamo le dosi combiniamo guai. Anche se facciamo una semplice torta alle mele e non dosiamo gli ingredienti, la torta prima si gonfia e poi si sgonfia. Ognuno di noi deve fare un piccolo passo indietro, altrimenti i nostri posteri riceveranno in eredità tante malattie nuove, dovute al nostro mal costume.

Un esempio che vedo sotto le mie finestre: ogni anno in questo periodo ci sono alberi che lasciano cadere milioni di semi, pronti per essere trasportati dal vento e riprodursi nella terra. Ma i poveri semi sul cemento bagnandosi creano un grave pantano insidioso e creano rovinose cadute. Gli alberi non hanno colpa se per mesi i semi restano sulla strada e chiudono anche i tombini. Mi chiedo, quando si pianta un albero gli addetti a l’urbanistica e ai giardini fanno un sondaggio? Io prima di piantare un albero mi informo. Gli alberi hanno bisogno di terra e di amore per vivere.

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11 thoughts on “Comprianno de…

  1. Bellissima poesia in vernacolo per il 21 Aprile , carissima Franca! E’ palmare il tuo amore per Roma , anche se in quel giorno eri nella tua amata campagna! Giustissime riflessioni le tue sul rispetto della natura e ,purtroppo, il decadimento e l’incuria invece regnano sovrani Un abbraccio forte ! Lucio

  2. Grazie per il passaggio da me , carissima Franca , e sicuramente bellissimi i due arcobaleno fotografati! Non stancarti troppo però nella tua amata campagna ! Un abbraccio forte , anche da Laura. Lucio

  3. Molto bella questa tua poesia, anche se faccio sempre un po’ di fatica a comprendere. Quello che mi è piaciuto di più? Il Colosseo che ha perso due denti. Sei troppo forte, ahahah…

  4. Ciao Franca.
    Sto cercando di scrivere qualcosa col portatile (e bestemmiando), ma va sempre peggio, lo schermo mi sembra una luce psichedelica, va e viene, e già la terza volta che perdo tutto. Mha, è ora di buttarlo.
    Bella poesia. E si, come dice una canzone Roma non si discute, si ama. Non per nulla Nino Manfredi in uno spot (di alcuni anni fa) diceva la parola ROMA al contrario si legge AMOR.
    Dopo il mio paese e la mia madrepatria Ceglie Messapica, la citta che amo di più è proprio Roma.
    Sicuramente le piante a cui ti riferisci sono i platani. Io quanto abitavo a Roma non mi lamentavo per le piante in se o per i semi di questi, ma per ciò che vi si appollaiva sopra durante le notti, una volta lasciai l’auto ferma per quattro giorni, maledetti Storni, da bianca l’auto era diventata tutta marrone, due dita di guano su tutta la carrozzeria. Puoi immaginare cosa ci volle per pulirla. Heheheheheheheh

  5. Cara Franca, “quanto sei bella Roma”, ci sono andata a febbraio, merita un Felice Comprianno.
    La foto è nella Piazza Navona, vero?
    Un abbraccio a te.
    Fatima

  6. Ciao Franca, sono ricette semplici e se vogliamo anche facili da preparare, pero nella loro semplicità sono qualcosa di speciale.
    Pensa che in Ceglie esistono alcuni ristoranti (sicuramente li conoscerai) , cito solo i due più conosciuti, IL FORNELLO DA RICCI e DA GINO, che lavorano quasi esclusivamente su questo tipo di antiche ricette è ne hanno fatto i loro cavalli di battaglia e tra l’altro sono molto frequentati.
    Un errore ho commesso nel mio post, vedro come posso riparare, ho dimenticato di dire che i primi abitanti del mio paese erano per il 90% di Ceglie Messapica, di conseguenza queste ricette si rifanno alla tradizione cegliese che è poi anche la nostra.

  7. Quello che non ho è di farla franca
    quello che non ho è quel che non mi manca
    quello che non ho sono le tue parole
    per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.

    Ciao Franca!

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