Gabbiano di frontiera

appuntamento3

Immagine di franca

Caro Pino, preferisco chiamarti Gabbiano di Frontiera, leggendo in questi ultimi mesi i tuoi articoli mi pare che il nostro Mar Tirreno e le terre circostanti stiano bruciando. L’odio la violenza avanzano senza il rispetto dei più deboli.
Ti scrivo come amica, come donna che ha vissuto e sta vivendo una vita irta di spine e di grandi ostacoli.
In questa lettera troverai alcuni miei pensieri, scusami se vengo a sfogarmi e chiedere il tuo aiuto come amico.
A differenza di te che sei andato a documentare per molti anni le guerre e le sofferenze, io in oriente ci sono andata in momenti di pace.
Ti comprendo quando scrivi di altri colleghi più sfortunati che per informarci sulle atrocità hanno smarrito la loro vita e non sono più tornati a casa.
Da ragazza ho visitato il Medio Oriente in lungo e largo. I miei occhi si sono arricchiti di immagini fantastiche.
Mi sentivo spostata indietro nel tempo, il calore dei tramonti nel deserto mi regalava amore e vita.
Oggi i ricordi delle immagini sono sbiaditi, si accavallano nella mia mente i suoni i profumi dei suk ricchi e variopinti come un groviglio di fili di seta colorati.
Ancora nella mia mente profumi di spezie. Mentre scrivo l’odore del chiodo di garofano di un biscotto speziato sulla mia scrivania mi confonde il ricordo… un morso… qualche briciola marrone cade sulla tastiera…
Oggi ho letto sul Pc che un altro stato dell’oriente sta bagnando la terra con il sangue dei suoi figli. Penso a quante giovani donne, ragazzi bambini non vedranno la luce del giorno.
Anche se siamo in inverno, passo dal freddo al caldo, il mio corpo viene aggredito, la sofferenza riappare sollecitata da queste ultime notizie.
Un fuoco che scorre dentro le vene, la saliva a fatica scende nello stomaco e la paura, tanta paura che intorno tutto prenda fuoco.
Un freddo pungente entra dalle feritoie della finestra, eppure io sento caldo. Mi stringo nella mia maglia di lana per nascondere la mia paura.
Sono passati molti anni, ma è sempre vivo in me il ricordo della guerra vissuta nella piccola casa di pietra nascosta sotto un fitto bosco di alberi di castagni. Ero cosi piccola che le mie mani riuscivano appena a nascondere le mie orecchie nel tentativo di spegnere le detonazioni. I miei occhi serrati per non vedere il bagliore delle esplosioni.
Come si può essere così crudeli da ferire i propri fratelli per il potere l’egemonia su un popolo.
Siamo semplicemente dei piccolissimi punti luminosi che vagano nell’universo e alla fine si spengono come le stelle.
Tornerò a leggerti con la speranza che la violenza si arresti e tutto torni al suo posto. Un caro saluto. Franca

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18 thoughts on “Gabbiano di frontiera

  1. Io ho conosciuto quelle terre già ferite, ma sono comunque riuscito ad assaporarne le luci e gli odori. Segno che sono molto forti. Cara Franca, mai dimenticare i ricordi: soprattutto quelli belli. E mai soprattutto accantonare la speranza di riviverli.

  2. ciao Franca felice di non perdere i ns contatti-
    ho letto qst post/lettera
    posso solo dispiacermi, con te, per le guerre che purtroppo da sempre esistono al mondo, un mondo di pace e fratellanza è proprio un’utopia mi sa…..cerchiamo di stare in pace con chi ci sta accanto che è già molto, visto che anche la violenza quotidiana imperversa….
    un abbraccio

  3. cara Franca cliccando su FB mi sono vista catapultata qui..ma è sempre un bel vedere, leggere e sapere di te mi arricchisce la vita! un bacio…ti ho chiamata per le feste ma non eri a Roma! il Menestrello ha fatto una capatina a casa…ti abbraccio forte.

  4. Benvenuto su wordpress Franca, come puoi vedere anche io sono qui. Per chi ha un autentico amore per la vita, per ogni forma di vita, tutto ciò che oggi accade è molto deprimente, guerre, conflitti sociali, speculazione e chi più ne ha più ne metta. Proprio per questo non bisogna perdere la speranza perché ognuno di noi può dare il suo contributo anche se piccolo… goccia su goccia si riempe il bicchiere. Mai perdere la speranza amica mia. Un abbraccio e buona serata. Pietro.

  5. ciao Franca
    Le guerre poratno solo morte, speriamo in un mondo sempre più orientato verso la pace…
    Sono felice ritrovarti quì, bella casa, accogliente come sempre…
    Buona Epifania Franca mia*

  6. Ciao Franca. Complimenti belle parole, dimostrano chiaramente il tuo animo gentile.
    E si la guerra è una brutta cosa, io per mia fortuna (come spero succeda per le generazioni dopo la mia) non ho mai conosciuto la guerra, ma l’essere umano ha la testa dura e in millenni di storia non ha imparato proprio nulla sugli orrori della guerra.

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