Carpe Diem

 

Amici, ormai siete a conoscenza che io le notizie le seguo sul blog di Pino Scaccia "Er Gabbiano d''ffrontièra”e in altri blog. Non compro giornali e non guardo la Tv, anche se pago il canone. Mi aggiorno qui sotto e Vi consiglio di passarci quando avete  desiderio:
 

http://pinoscaccia.wordpress.com/

24 giugno 2011

Da Trieste a Salerno

"L’altro giorno sono tornato a Saxa per un brindisi collettivo: baci abbracci poche parole e un saluto in rima di Vincenzone Mollica. Mi sembra di non essere mai uscito e comunque non ho avuto ancora il tempo di pensarci. Non ho mai usato agende né calendari (il ritmo, come già detto, era ordinato dalle notizie) ma adesso sono costretto perché gli impegni cominciano ad essere tanti e variegati. La promozione dei due libri (con appuntamenti naturalmente diversi) e poi convegni incontri festival estivi. Divertente, anche se faticoso. Intanto, vi comunico quelli a ridosso: domattina vado a Trieste dove alla sera si registra il “premio Marco Luchetta” che andrà in onda su Raiuno il sabato successivo. Domenica sarò di ritorno, ma già un’auto mi aspetta per portarmi a Salerno per il premio giornalistico. Mai che capitassero due posti vicini, troppo facile. E per ora non vi dico il resto: povero ricchissimo gabbiano. Poi vi racconto tutto.” 
Gabbiano di frontiera

Amici, riporto lo scritto di Pino Scaccia di ieri, questa è stata la mia risposta al suo post.
Caro Gabbiano, nel 2006 avevo deciso di smettere di lavorare e di passare il resto della mia vita in questo modo.
Per i sei mesi caldi in Puglia al mio Trullo, a contatto con la natura. Per i mesi freddi in Sabina nel casale del 1845 per continuare a scrivere nascosta nei miei boschi. Questo sogno è durato solo sei giorni!
Quando mi sono resa conto che spuntavano orchi intorno e impegni molto più gravosi di prima, mi sono di nuovo rimboccata le maniche e ho smesso di sognare per il futuro. Adesso vivo senza orologio e senza calendario, vivo la vita attimo per attimo ”Carpe Diem”.
Si penso che alla mia età è meglio vivere ogni attimo di vita intensamente per non trovarmi male per un domani molto lontano nel tempo.
Sulla mia scrivania ho solo appunti con le ali, piccoli foglietti colorati, che appena espletati li getto con rabbia di contentezza nel cestino e dico a voce alta: “Caro imprevisto, te credevi che m' arrenavo? Fedifrago! Se nun me comprenni listesso de ferifrago come diceva er Principe Antonio De Curtis alias Totò.
Vabbè te conviene anna a fa' la terra pe' li ceci, nun sei te a tajamme sta vòrta l' ali e li inzogni, mo me so' svejata dar torpore e deve ancora nasce quelo che me smonta'. Eppoi drénto casa nun me ce trovi, devi da fatica', devi veni' de notte ner mentre sto a contà le stelle, io nun c'ho pavura der bujo e dell'acqua calla, invece sòra Commaraccia (la morte) er callo te fa male, famme 'na gràzzia gira a la larga, sinnò te faccio vede' li sòrci verdi.
Continuerò a lotta' pe' sarva' la mì' serenità e puro er mì' attimo”.
Gabbia' un brindisi fa sempre piacere. Per me, mantenere la vita impegnata con interessi culturali fa tanta salute.
Poi amici siamo sinceri, gli applausi sono un elisir di lunga vita e piacciono a tutti.
Cari amici, adesso posso scrivervi la giornata di ieri pomeriggio fino a sera, lo posso fare con tranquillità, fa parte del passato, perciò la posso raccontare, perché nessuno mi potrà togliere più quelle ore. Non ho paura, che accade che la solita mano nera viene a scomporre la mia vita, mi depenna il programma e mi toglie il piacere di passare delle ore serene in compagnia di amici e della cultura.
Caro Gabbiano, il nostro vento è in ascesa ci sta portano fuori dalla scrivania, fuori dal lavoro di ieri e dall'alto possiamo vedere meglio chi sulla terra ha bisogno di noi.
Sarà difficilissimo che i nostri voli un giorno si incontrino,ma non si sa, tutto può accadere.
Quando voliamo in alto in voli differenti si può fare di più per i bisognosi. Comunque quando dall'alto del tuo volo vedi sulla terra degli aquiloni colorati, sono io con i miei bambini che li lasciamo librare nell'aria ancora ancora fino a diventare dei punti luminosi nel cielo.
Torno a scrivere qualcosa per la serata di ieri.
Si è svolta presso il Campidoglio alla sala “Carroccio” dopo le premiazioni e le classifiche. Il mio amico gabbiano Menestrello autore delle musiche sui miei testi, ha cantato 4 canzoni in vernacolo per ringraziare la riuscita della serata, per ringraziare la città di Roma e il Comune che ci ospitava.
Con grande successo e fuori scaletta ha cantato: “Gabbiano di Frontiera”
Vabbé, il gabbiano Menestrello ha ricevuto un successo meritatissimo, la sua bravura, la sua simpatia resterà a dimostrazione che l'unione per la cultura, la fratellanza e l'impegno umanitario, sono la chiave per un futuro migliore.
http://ceglieterrestre.splinder.com/post/24661692/er-gabbiano-d-ffrontiera

Gabbiano menestrello

Ho partecipato al concorso infanzia 2011 Marel con il racconto: ”Il Pallottoliere” con canzone in vernacolo musicata e cantata dal menestrello Fabio Pignatelli.

COPERTINA Concorso 2011

 CONCORSO Infanzia 2011

Il Pallottoliere – Favola drammatizzata (Atto unico) di franca bassi – di Roma

"L'impianto del copione si concentra sul sogno, che diventa spunto di riflessione su vari temi e può anche essere un'occasione per il ragionamento più approfondito sul mondo della notte: Il buio, le tentazioni, i pericoli, la precarietà e la solitudine. In questo caso gli elementi del sogno sono indispensabili per il cammino verso la maturità di “Buzzichino” protagonista. Il meccanismo narrativo è: notte-avventura-riflessione”.

Amici il racconto è stato inserito nell'antologia “I Racconti della nonna” verrà distribuito nelle scuole primarie, per me è stato un grande onore.
Un riscatto a quella professoressa che nell'anno 1955, mi aveva messo uno zero spaccato apostrofandomi “L'esile ciuccia” e il mio quaderno (dalla copertina nera con i bordi rossi) fece un lungo volo decollando dalla cattedra per atterrare rovinosamente all'ultimo banco nell'atterrare si ruppe le ali.
Una scena ancora viva nella mia mente, rivedo quell'attimo come uno spezzone di film a rallenty che mi bloccò la vita. Spero che questo mio scritto dia un messaggio positivo a tutte le persone che hanno il compito di prendere per mano i bambini e di condurli serenamente lungo il sentiero dell'apprendimento.
franca bassi

 

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18 thoughts on “Carpe Diem

  1. Un grandissimo plauso per te. Sei molto brava e ricordo molto bene la canzone "Gabbiano di Frontiera".
    Ti auguro ancora un sacco di successi e grazie sempre per le informazioni che ci doni.

  2. Direi che è un premio più che meritato.
    Cara Franca è bello stare a contere le stelle, ci si rilassa.
    Un saluto ai tuoi amati aquiloni

    e un abbraccio 
    ciaooooo
    Magda

  3. Cara Franca, a parte i complimenti che ti faccio a volte con una sorta di ritrosia temendo di apparire scontata e retorica, ma che sono per forza di cose sinceri (vista la tua bravura), come insegnante di scuola primaria mi ha molto colpita l'ultima parte del tuo post, dove racconti della tua esperienza umiliante a scuola con una professoressa. Quanto è vero che noi insegnanti segnamo spesso, col nostro comportamento, l'andamento scolastico e la fiducia personale degli alunni!
    Insomma, questo tuo post è un po' una lezione di vita, per me…
    Un abbraccio  GRAZIELLA

  4. Ahoooo fra 'npo divento 'nvidioso de voiartri tutti..
    chi vince premi a destra chi a sinistra…e noi a fatica co'
    …"pane amore e fantasia…!" li…….m!!!
    ahahah!!

  5. Cara Franca sei un vulcano! Un vulcano buono che inonda il mondo di quei valori di solidarietà e buon senso di cui tanto questo mondo ha bisogno. Complimenti per il racconto. Sarà una goccia che aiuterà a crescere meglio tanti piccoli germogli. Un abbraccio e buona domenica. pietro.

  6. Grazie , carissima Franca, per il tuo passaggio con il bellissimo video della grande Gabriella Ferri, con la canzone appropriata per questo periodo! E grazie per i saluti "a casa"! Come sai io al mare ci sto già  e quindi ho il vantaggio di non programmare ..sortite marine  da qualche parte! 
    Molte delle cose del tuo nuovo post le avevo già seguite da te e sul blog  del "Gabbiano", ma hai arricchito ancora con la tua attività e fantasia vulcaniche ; bellissime le musiche del tuo musicista -chitarrista sulle parole delle tue poesie ! A quando un primo disco di tutte ? Complimenti sempre , mia carissima amica , con un abbraccio immenso  per una serata domenicale felice ed intrigante! Lucio

  7. Certe maestre ….. Ti sei ripresa ampiamente il ruolo innato che ti appatiene. Mi sa che quella "maestra" non possa toccar con mano la sua scemenza ed ignoranza.

  8. Franca ti mando anche il mio aqilone che ho fotografato lo scorso anno a Cervia.
    Deve essere una meraviglia, riuscire a farli volare….
    Buonanotte e buon inizio di settimana,

    baciotto 
    Magda

  9. Grazie amici per i vostri commenti, non immaginate l'aiuto che mi date. Non so ma, ogni volta che tento di aprire le mie ali c'è qualcosa che tenta di bloccare il volo.
    @

    Ciao Graziella, sicuro che il tuo lavoro lo fai con tanto amore. Può accadere che, la vita oggi molto disturbata per tutti noi, ci manda a lavorare con la tristezza nel cuore, per i gravosi problemi, non è facile lasciare a casa i pensieri.
    Ma la mia professoressa non aveva figli, era la moglie di un generale ed era una nobile toscana, anche se era brava nell'insegnamento. Comunque poteva dedicarci un po' d'amore e farci comprendere gli ostacoli della vita. Ricordo le sue unghie laccate di rosso vermiglio, i tacchi  altissimi, le gonne corte appena sopra le ginocchia, sempre un tamburello per cappello e gli occhi nascosti dietro lenti a fondo di bicchiere marroncine.(tentava di mostrare una bellezza esterna che non aveva e trascurava tutto quello che di bello poteva avere dentro) Oggi con la mia esperienza avrei capito i suoi disagi di donna. Ma lei non aveva colpa aveva bisogno di aiuto.

    Margherita questo era il suo nome oggi la ricordo con amore, anche se mi ha fatto perdere il treno.

    Un grande abbraccio a tutti voi.
    ……..ciao felice giornata di lavoro o di riposo

  10. è emozionante vedere il menestrello nella tua home..e poi il grande Pino Scaccia merita tutta la nostra ammirazione per essere quel grande narratore della storia contemporanea che qualcuno erroneamente chiama "Cronaca"
    di te che dire che non sia già stato detto? mi ripeto, SEI GRANDE Franca!
    Un saluto dalla mamma del menestrello!

  11. Grazie , carissima  Franca , ogni tuo passaggio da me è un regalo della vita, con immagini e poesie splendide! Bellissimo aquilone , impaziente ,come te ,del resto, di volare anche in mancanza di vento! Già , sulla vetta di uno dei nostri monti, il tuo aquilone prenderebbe quota e tu potresti ,con la tua fervida fantasia, librarti in aria con lui! Grazie per il saluto a Laura ,che ricambia e ti ammira, e un abbraccio infinito ! Buon inizio di settimana!Lucio

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