Storia vera…

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Immagini di franca :" Medio Oriente"


 

Storia vera di una viaggiatrice sprovveduta.

  

Da ragazza acceleravo e senza pormi tante domande, con la mia piccola auto, andavo sempre avanti. Non conoscevo la politica, le guerre non mi piacevano e poi credevo che non ce ne fossero. Questo era il mio pensiero, ma non era la realtà.

Avevo solo 25 anni e un grande desiderio, quello di esplorare la terra, di conoscere i miei vicini e perché no anche gli inquilini più distanti. Ricordi negativi di tutti i miei viaggi? Diciamo che mi ha detto molto bene, la mia incoscienza giovanile mi ha portato in paesi lontani e non tanto tranquilli, ma questo problema era a me sconosciuto.

Non ricordo il giorno, ma era una giornata caldissima questo lo ricordo, avevo aperto il tetto della mia piccola 850cl e mi trovavo su un valico di montagna, confine turco-siriano e qui ho passato un giorno lunghissimo in silenzio. Sono stata bloccata per un giorno intero con mia meraviglia, senza comprenderne il motivo.

Seduta su una panca di legno, in una piccola stanza angusta, con le braccia incrociate sul grembo, alla parete un telefono a manovella, due piccoli tavoli di legno, una porta di legno sgangherata e una finestra dai vetri sporchi che non lasciavano vedere neppure un'ombra. Per ore sono stata in silenzio, senza parlare con alcuno, a questo ero abituata non conoscendo la lingua dei paesi che visitavo, solo pochi gesti per farmi comprende e per comprare al mercato un po' di frutta e una pagnotta di pane ma, questo non mi pesava, tanta era la felicità di vedere terre lontane e sconosciute.

In quella stanza odorosa e impregnata di tabacco, le ore lente mi martellavano le tempie e la paura iniziava a salire alla bocca dello stomaco, anche per la sete e la fame. Nella mia mente ingenua, tentavo di trovare la motivazione di quel fermo. Poi come un flash, nella mia mente ho rivisto il confine italo-slavo quando per un giorno hanno smontato le gomme della mia vettura, i pannelli, i sedili, solo il blocco motore è stato risparmiato. Poi, con un gesto strano della guardia di turno, mi hanno riconsegnate le chiavi e mi hanno lasciato passare. Ma qui sulla montagna siriana, la mia piccola auto non interessava.

Nessuna attenzione per la piccola vettura impolverata diventata ormai mimetica, dello stesso colore della sabbia dei deserti da me attraversati.

Le guardie si passavano il mio passaporto da un tavolo a un altro, come se giocassero a ping pong seguiti da sguardi strani e sorrisetti che mi gelavano e intimorivano la mia anima. Poi nella mia mente mi sono data una labile spiegazione, forse il fermo era dovuto al povero clandestino ferito agonizzante che si trovava sul pianale della vettura? Non credo!

Alla piccola auto nessuna attenzione, ormai anche lei abbandonata da ore, posteggiata all'ombra dell'unico albero sperduto su quel confine di montagna. Anche lei si era raffreddata dopo il caldo del giorno insieme al povero clandestino. Passano ancora delle ore lente. Dal caldo secco portato via dal vento, iniziai a tremare e ancora nessuna risposta.

Seduta sconsolata sentivo ancora freddo, fame e sete, ma ormai nessuno si curava di me, solo ogni tanto il gendarme alzava lo sguardo senza espressione e lo chinava scarabocchiando nervosamente un foglio. Ormai le gambe le sentivo legnose, nella mia mente cercavo di spiegare con gesti che il clandestino era ferito e aveva bisogno di cure, poteva morire abbandonato sul pianale.

Ma cosa facevo di male? Stavo solo cercando un posto dove farlo curare. (Amici scusate ho dimenticato di scrivere che il mio clandestino, ospite nella mia vettura, era una grande testuggine di terra turca, ferita gravemente).

Dopo una lunga giornata, arrivò dal vecchio telefono nero un trillo assordante, feci un sobbalzo dalla panca dove il mio sedere era incollato da ore e mi sono ritrovata come un soldatino di legno sull'attenti. “Damasco… Damasco…” gridò il gendarme. Il secondo, che si era addormentato, fece un sobbalzo come me. “…Damasco!” sentenzio!

Mi lasciò passare con il clandestino ferito sul pianale, ma prima depennò con uno scarabocchio di bic la parola “Israele” dal mio passaporto. Ancora oggi conservo quel passaporto pieno di timbri e ancora guardo quella cancellatura. Non conosco quella terra per me oggi ancora con i fili spinati.

Qualche giorno fa ho scritto un email a un amico di Tel Aviv:”Ciao, grazie, saluta tua figlia e dai uno sguardo alla tua terra anche per me. Franca”. Mi ha risposto questa mattina: “Ciao, grazie, forse sarrebe una buona idea che tu visita israelle salutti. David”. Amici, ho lasciato volutamente gli errori per l' autenticità della risposta.

Con il mio amico di Israele, quando viene a Roma conversiamo per ore. Anche per lui non ci dovrebbero essere confini e soffre per tutti i giovani che muoiono in queste guerre ataviche assurde. Sto lavorando per lui su testi per canzoni che cantano la libertà per queste terre per adesso nemiche.

In ogni religione, in ogni credo e in ogni terra, ci sono persone cattive, persone buone e figli morti. Ma quello che rende tutti cattivi sono solo degli sporchi interessi. Anche se fino a oggi non ho potuto calpestare la terra di Israele, dai racconti del mio amico David la conosco meglio. Negli anni ottanta l'ho vista di sera dal monte Nebo illuminata, questo è il solo ricordo che ho di quella terra.

Rifarò il mio passaporto e prima di terminare il mio percorso andrò a visitare Israele e spero anche la dolce Palestina.

 

Amici ricordiamoci che il nostro pianeta non è nato con i fili spinati, siamo solo noi a metterli e fare i confini.

Franca Bassi

 

Palestina

 

All'alba da sopra la collina

guarderò le tue case bianche

le tue valli in fiore.

Dolce Palestina dolce terra

in Israele non ci sono solo nemici.

Qualcuno mi parlerà di te.

 

Sarò con loro e canteremo

la libertà per queste terre

divise da muri e da fili spinati.

Nel cuore nella mente

siamo nati tutti liberi, senza confini.

Qualcuno mi parlerà di te.

 

Anche se sarò in terra nemica

guarderò da Israele la dolce Palestina.

È un vostro fratello a parlami di voi

vi ama come io amo, come io amo

gli abitanti di questo bellissimo pianeta.

Qualcuno mi parlerà di te.

 

A sera da sopra la collina guarderò

quando si accendono le finestre…

dietro non ci sono solo nemici…

troveremo cuori che desiderano

per i figli per i nipoti solo la pace.

Qualcuno in Israele mi parlerà di te

dolce terra di Palestina.

franca bassi

 

 


 

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17 thoughts on “Storia vera…

  1. molto bella la poesia!
    e la tua rfilessione…"che rende tutti cattivi sono solo degli sporchi interessi."
    verissimo!
    oppure la storia mostra questo, ma niente da fare, ancora fanno le loro vittime per avere potere…
    un caro saluto
    Buon inizio di settimana!

  2. Ciao,
    Il mio nome è Aneta 30 anni e hanno una figlia Sonia 8 anni che divenne l'unica fonte di gioia al mio cuore dopo la scomparsa di suo padre, ho trovato interessante il tuo profilo e voglio dire Hi perché sono planata a trasferirsi a il vostro paese molto presto e vorrei una amicizia se non mente, il mio id personali (anetacal1@hotmail.com) sarà lieto di sentire da voi di nuovo e lo sa la promessa di inviare le mie foto a voi nella mia mail e se il mio nido woouldn't figlia sarebbe alcun problema a voi. Mi auguro di sentirti di nuovo.

    Con amore e cura
    Aneta
    =======================================
    Hello,
    My name is Aneta 30 years old and have a daughter Sonia 8 years old who became the only source of joy to my heart after the demise of her father, I found your profile interesting and want to say Hi because I'm planing in relocating to your country pretty soon and would like a friendship if you dont mind, my personal id is (anetacal1@hotmail.com) will be glad to hear from you again and it s a promise to send my photos to you in my nest mail and if my daughter woouldn't be any problem to you. I will hope to hear from you again.

    With love and care
    Aneta

  3. Bella poesia e… molto bello anche il racconto della tua esperienza di viaggio.
    COme darti torto?
    I posti che tu hai visitato per molti restano soltanto un desiderio, anche per colpa di quel "filo spinato"…

  4. Bellissimo e vero quello che hai scritto, ma non sò se questo mondo troverà mai la pace, religioni,politiche,petroli ecc. ci dividono, forse questo mondo avrà pace quando finirà.
    Baci

  5. Grazie ,carissima Franca , e se volessimo mandare  gente che lo merita S.Elena non basterebbe! Hai riavuto bisogno di occhiali colorati  per il cielo grigio di Roma, quindi, mia cara! Bellissimo racconto dei tuoi viaggi! Che donna spericolata sei stata ! Poesia stupenda  e riflessioni  degne di te! 
    Lucio

  6. Che coraggiosa sei stata…sei una donna formidabile,
    Bello il tuo raccoto, lo avevo già letto , ma lo riletto ancora volentieri.
    Sì la terra è nata senza confini…..

    Sereno mese di maggio cara amica.

    un abbraccio 

    Magda

  7. Sei una temeraria, cara Franca, ma hai fatto bene. Anch'io vorrei tanto visitare Israele e la Palestina, la terra di Gesù, chissà quando ci sarà la pace tra quei popoli? Gesù in croce disse: "Donne non piangete per me per i figli dei vostri figli." Purtroppo gli interessi dividono gli uomini: le lotte hanno sempre lo stesso scopo, sinchè ci sarà il male nel cuore degli uomini vi saranno questi accadimenti. Ma tutto ciò un giorno terminerà e allora vi sarà solo gioia e amore.

    Un racconto molto bello, complimenti anche per la poesia.

    un bacio
    annamaria

  8.  in questo mondo schiavizzato dal dio denaro, viene continuamente uccisa la bellezza della vita soffocando lo spirito del bene…
    Umana testimonianza del bene la tua, grazie Franca*
    notteserena

  9. Ciao Franca,
     

    Che dura che sei stata a visitare in macchina questi paesi. Mi piacerebbe tantissimo visitare la Siria, la Giodania, Israele, chissà se ci riuscirò.

    Comunque complimenti!
    Luisella

  10. Questo mio post era un commento su:" La "Torre di Babele" post "Migranti"
    ho fatto copia incolla sta bene insieme ai miei amici Grazie a tutti che mi leggete.

    Franca, che bel racconto.
    (e attualissimo)

    pinoscaccia

    30 aprile 2011 alle 10:53

  11. Ciao, Franca. Tu va pure a Tel Aviv ma preparati a ricevere domande e un trattamento severo fin da Fiumicino. Ci sono stata in Israele ma non è un bel viaggiare in questo stato che vede potenziali terroristi ovunque.
    Sono da sempre una sostenitrice della resistenza del popolo palestinese.
    Un grande abbraccio per te.

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